Di seguito si riporta l'intervento ad Acquacoltura Med del sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, che evidenzia le strategie del governo sulle produzioni marine.
«UN PESCE SU DUE E’ IMPORTATO, SERVONO CONTROLLI MA NO AI DAZI, PERICOLOSI PER L’EXPORT ITALIANO» L’intervento Il viceministro annuncia anche la firma di un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria «per la modernizzazione del settore pesca e acquacoltura». Le linee guida dell’accordo «garantiscono il corretto pagamento delle risorse comunitarie e mirano alla programmazione territoriale sia sulla produzione che al censimento delle aziende di piscicoltura».Verona, 22 ottobre 2009. Il governo cerca di mettere un freno al pesce straniero. Perché, come dichiara nel corso di Acquacoltura Med il sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, «in Italia un pesce su due è importato dall’estero, bisogna cominciare a valorizzare la produzione ittica italiana, nei circuiti delle mense, delle caserme, degli ospedali».Nessuna imposizione di dazi e gabelle, «perché poi si corre il rischio che da altri Stati arrivino quelli che con una battuta possiamo definire “contro-dazi”, misure cioè che potrebbero minare l’export agroalimentare italiano, che ha raggiunto un valore complessivo di oltre 24 miliardi di euro e che costituisce un canale importantissimo per le aziende», osserva il sottosegretario Buonfiglio. La lotta al pangasio allevato in Vietnam e nel Sud-Est Asiatico e ad altre specie ittiche di importazione non passerà attraverso imposizioni daziarie alle frontiere. «Piuttosto – prosegue Buonfiglio – sarà necessario osservare paletti di sicurezza alimentare, che costituiscono una garanzia per i consumatori e che trovano una applicazione concreta nel decreto sulla tracciabilità e l’etichettatura varato lo scorso luglio».La settimana prossima, poi, proprio il Mipaaf siglerà con le associazioni di categoria «un protocollo d’intesa per la modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura».Il viceministro con delega proprio alla pesca anticipa – a margine del suo intervento a Veronafiere - le linee guida che caratterizzeranno l’accordo: «Puntiamo a creare un sistema integrato per la pesca e l’acquacoltura, per l’esatto pagamento delle risorse comunitarie e raggiungere una programmazione territoriale sia relativa alla produzione che al censimento delle aziende di piscicoltura». In questo quadro si inseriscono tutte le misure di regolamentazione dell’acquacoltura biologica, che per l’Italia risultano essere più stringenti rispetto ad altri Paesi comunitari. «Certo che ad un maggiore controllo, che si traduce anche in maggiori oneri per i produttori – specifica il sottosegretario - dovranno corrispondere vantaggi economici superiori per le aziende di acquacoltura».Altro punto fondamentale del protocollo d’intesa riguarda la gestione dei fondi. «D’accordo gestire a livello regionale le risorse – sostiene Buonfiglio – ma ritengo indispensabile una cabina di regia a livello centrale».
Verona, 23 / 10 / 2009
1 novembre 2009
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