Vi segnalo questo link dove si trova un resoconto di quelli che sono i problemi attuali e gli scenari futuri sui settori di nostro interesse, dovuti ai cambiamenti ambientali.
http://www.fao.org/news/story/it/item/38159/icode/
P.S. per il Professore Corbino non prendere tale rapporto FAO come ulteriore presentazione.
18 dicembre 2009
Tipologie di Gamberi peneidi
Pubblico questo pdf - per altro molto interessante- in cui si parla delle specie di gamberi peneidi più allevati e della loro localizzazione nel mondo, anche in vista del materiale FAO che stiamo studiando...ed anche per non confondere le varie specie che in questi giorni si trovano sul nostro mercato locale, in vista dei giorni che si apprestano ad arrivare..
http://www.uniriga.unile.it/specie.pdf
http://www.uniriga.unile.it/specie.pdf
16 dicembre 2009
Nono giorno di Summit...........
Vi trasmetto questo breve articolo sul nono giro del Summit, che a dire di molti si sta rivelando un fallimneot, per i mancati accordi presi.Io non mi spiego come sia possibile che in 12 giorni che hanno stabilito del Summit i paesi ricchi sono arrivati alla fine, io siceramente penso che nessuno- tranne i rappresentanti dei paesi poveri- avessero voglia di negoziare, forse per il momento di crisi che si attraversa non è auspicabile parlare di ambiente - per loro - , in quanto come al solito in tali momenti si pensa ad approffittare di qualsiasi risorsa disponibile, e poi come si dice anche qui da noi, poi ci sarà tempo di rimediare.Il vero problema è che forse si va via via verso il non rimediabile.... Voi che ne pensate??
ARTICOLO
Sentimenti contrastanti si incrociano nella capitale danese in questi giorni. Dagli Stati Uniti Barack Obama si dice ottimista ed il suo segretario di Stato, Hillary Clinton, è aperta a qualsiasi colloquio per non far fallire il congresso. Chi invece è arrivato a Copenaghen non si esprime negli stessi termini. Il Primo Ministro britannico, Gordon Brown, ha detto di essere quasi sicuro che i negoziati falliranno. Sarà difficile infatti trovare un compromesso nell’arco di 3 giorni che faccia avvicinare due parti così distanti come i Paesi ricchi e quelli poveri. A lui fa eco il presidente Australiano Kevin Rudd, tanto che, vista la cattiva aria che tirava, Al Gore ha tentato di salvare il salvabile, e ha chiesto un nuovo incontro nel prossimo luglio per sviluppare i punti ancora lasciati irrisolti in questo vertice. Angela Merkel invece si è detta “nervosa” in quanto spera di riuscire a trovare un accordo entro venerdì, ma lo vede molto difficile.
E mentre anche il Papa lancia un appello da Roma affinché si trovi un accordo che non distrugga la Terra, nella giornata di ieri si è parlato principalmente di questo, e cioè della salvezza delle foreste mondiali. Incalzato dal portabandiera della lotta alla deforestazione, il Principe Carlo d’Inghilterra, il dibattito si è concentrato non tanto sulle sanzioni per chi distrugge le foreste, quanto sui premi da assegnare a chi le foreste le protegge.
Infatti adesso siamo di fronte ad un paradosso per cui conviene di più abbattere le foreste e poi ripiantarle, che non lasciarle intatte. Oggi infatti si ottengono diversi vantaggi, prima di tutto sul famoso commercio dei crediti ad inquinare, ma anche economici, e perfino simbolici, visto che ci sono alcuni Paesi che sono stati premiati per aver ripiantato gli alberi tagliati, mentre altri che li hanno lasciati intatti non sono stati nemmeno presi in considerazione. E così è stato discusso un metodo per proteggere il mondo dalla deforestazione preventiva, e cioè va bene ripiantare gli alberi tagliati, ma è meglio non tagliarli affatto.
A questo appello hanno risposto immediatamente il presidente francese Sarkozy e quello indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, i quali hanno trovato l’accordo per tutelare la foresta tropicale del Paese asiatico, la quale comprende il 10% delle foreste di tutto il mondo. Il modo principale con cui si è deciso di combattere la deforestazione è combattere il taglio illegale degli alberi, quello effettuato senza controllo da dei veri e propri “predoni del legno”, che arrivano in sordina, tagliano gli alberi e scappano via. Dev’essere rafforzato questo controllo altrimenti gli sforzi politico-economici per evitare la deforestazione serviranno a ben poco.
ARTICOLO
Sentimenti contrastanti si incrociano nella capitale danese in questi giorni. Dagli Stati Uniti Barack Obama si dice ottimista ed il suo segretario di Stato, Hillary Clinton, è aperta a qualsiasi colloquio per non far fallire il congresso. Chi invece è arrivato a Copenaghen non si esprime negli stessi termini. Il Primo Ministro britannico, Gordon Brown, ha detto di essere quasi sicuro che i negoziati falliranno. Sarà difficile infatti trovare un compromesso nell’arco di 3 giorni che faccia avvicinare due parti così distanti come i Paesi ricchi e quelli poveri. A lui fa eco il presidente Australiano Kevin Rudd, tanto che, vista la cattiva aria che tirava, Al Gore ha tentato di salvare il salvabile, e ha chiesto un nuovo incontro nel prossimo luglio per sviluppare i punti ancora lasciati irrisolti in questo vertice. Angela Merkel invece si è detta “nervosa” in quanto spera di riuscire a trovare un accordo entro venerdì, ma lo vede molto difficile.
E mentre anche il Papa lancia un appello da Roma affinché si trovi un accordo che non distrugga la Terra, nella giornata di ieri si è parlato principalmente di questo, e cioè della salvezza delle foreste mondiali. Incalzato dal portabandiera della lotta alla deforestazione, il Principe Carlo d’Inghilterra, il dibattito si è concentrato non tanto sulle sanzioni per chi distrugge le foreste, quanto sui premi da assegnare a chi le foreste le protegge.
Infatti adesso siamo di fronte ad un paradosso per cui conviene di più abbattere le foreste e poi ripiantarle, che non lasciarle intatte. Oggi infatti si ottengono diversi vantaggi, prima di tutto sul famoso commercio dei crediti ad inquinare, ma anche economici, e perfino simbolici, visto che ci sono alcuni Paesi che sono stati premiati per aver ripiantato gli alberi tagliati, mentre altri che li hanno lasciati intatti non sono stati nemmeno presi in considerazione. E così è stato discusso un metodo per proteggere il mondo dalla deforestazione preventiva, e cioè va bene ripiantare gli alberi tagliati, ma è meglio non tagliarli affatto.
A questo appello hanno risposto immediatamente il presidente francese Sarkozy e quello indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, i quali hanno trovato l’accordo per tutelare la foresta tropicale del Paese asiatico, la quale comprende il 10% delle foreste di tutto il mondo. Il modo principale con cui si è deciso di combattere la deforestazione è combattere il taglio illegale degli alberi, quello effettuato senza controllo da dei veri e propri “predoni del legno”, che arrivano in sordina, tagliano gli alberi e scappano via. Dev’essere rafforzato questo controllo altrimenti gli sforzi politico-economici per evitare la deforestazione serviranno a ben poco.
11 dicembre 2009
Ultime notizie sul summit di copenhagen
Cliccate su questo link, notizie sul summit......si prospetta la solita corsa...
http://it.euronews.net/2009/12/09/copenhagen-il-divario-tra-ricchi-e-poveri-incrina-il-summit/
http://it.euronews.net/2009/12/09/copenhagen-il-divario-tra-ricchi-e-poveri-incrina-il-summit/
4 dicembre 2009
Aspettando Copenaghen
Questo è un articolo su quello che sarà il Summit di Copenaghen sull'ambiente che inizierà lunedì, speriamo si prendano decisioni vere e che si portino a termine.
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen/viterbo-green/viterbo-green.html
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen/viterbo-green/viterbo-green.html
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