Vi segnalo questo link dove si trova un resoconto di quelli che sono i problemi attuali e gli scenari futuri sui settori di nostro interesse, dovuti ai cambiamenti ambientali.
http://www.fao.org/news/story/it/item/38159/icode/
P.S. per il Professore Corbino non prendere tale rapporto FAO come ulteriore presentazione.
18 dicembre 2009
Tipologie di Gamberi peneidi
Pubblico questo pdf - per altro molto interessante- in cui si parla delle specie di gamberi peneidi più allevati e della loro localizzazione nel mondo, anche in vista del materiale FAO che stiamo studiando...ed anche per non confondere le varie specie che in questi giorni si trovano sul nostro mercato locale, in vista dei giorni che si apprestano ad arrivare..
http://www.uniriga.unile.it/specie.pdf
http://www.uniriga.unile.it/specie.pdf
16 dicembre 2009
Nono giorno di Summit...........
Vi trasmetto questo breve articolo sul nono giro del Summit, che a dire di molti si sta rivelando un fallimneot, per i mancati accordi presi.Io non mi spiego come sia possibile che in 12 giorni che hanno stabilito del Summit i paesi ricchi sono arrivati alla fine, io siceramente penso che nessuno- tranne i rappresentanti dei paesi poveri- avessero voglia di negoziare, forse per il momento di crisi che si attraversa non è auspicabile parlare di ambiente - per loro - , in quanto come al solito in tali momenti si pensa ad approffittare di qualsiasi risorsa disponibile, e poi come si dice anche qui da noi, poi ci sarà tempo di rimediare.Il vero problema è che forse si va via via verso il non rimediabile.... Voi che ne pensate??
ARTICOLO
Sentimenti contrastanti si incrociano nella capitale danese in questi giorni. Dagli Stati Uniti Barack Obama si dice ottimista ed il suo segretario di Stato, Hillary Clinton, è aperta a qualsiasi colloquio per non far fallire il congresso. Chi invece è arrivato a Copenaghen non si esprime negli stessi termini. Il Primo Ministro britannico, Gordon Brown, ha detto di essere quasi sicuro che i negoziati falliranno. Sarà difficile infatti trovare un compromesso nell’arco di 3 giorni che faccia avvicinare due parti così distanti come i Paesi ricchi e quelli poveri. A lui fa eco il presidente Australiano Kevin Rudd, tanto che, vista la cattiva aria che tirava, Al Gore ha tentato di salvare il salvabile, e ha chiesto un nuovo incontro nel prossimo luglio per sviluppare i punti ancora lasciati irrisolti in questo vertice. Angela Merkel invece si è detta “nervosa” in quanto spera di riuscire a trovare un accordo entro venerdì, ma lo vede molto difficile.
E mentre anche il Papa lancia un appello da Roma affinché si trovi un accordo che non distrugga la Terra, nella giornata di ieri si è parlato principalmente di questo, e cioè della salvezza delle foreste mondiali. Incalzato dal portabandiera della lotta alla deforestazione, il Principe Carlo d’Inghilterra, il dibattito si è concentrato non tanto sulle sanzioni per chi distrugge le foreste, quanto sui premi da assegnare a chi le foreste le protegge.
Infatti adesso siamo di fronte ad un paradosso per cui conviene di più abbattere le foreste e poi ripiantarle, che non lasciarle intatte. Oggi infatti si ottengono diversi vantaggi, prima di tutto sul famoso commercio dei crediti ad inquinare, ma anche economici, e perfino simbolici, visto che ci sono alcuni Paesi che sono stati premiati per aver ripiantato gli alberi tagliati, mentre altri che li hanno lasciati intatti non sono stati nemmeno presi in considerazione. E così è stato discusso un metodo per proteggere il mondo dalla deforestazione preventiva, e cioè va bene ripiantare gli alberi tagliati, ma è meglio non tagliarli affatto.
A questo appello hanno risposto immediatamente il presidente francese Sarkozy e quello indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, i quali hanno trovato l’accordo per tutelare la foresta tropicale del Paese asiatico, la quale comprende il 10% delle foreste di tutto il mondo. Il modo principale con cui si è deciso di combattere la deforestazione è combattere il taglio illegale degli alberi, quello effettuato senza controllo da dei veri e propri “predoni del legno”, che arrivano in sordina, tagliano gli alberi e scappano via. Dev’essere rafforzato questo controllo altrimenti gli sforzi politico-economici per evitare la deforestazione serviranno a ben poco.
ARTICOLO
Sentimenti contrastanti si incrociano nella capitale danese in questi giorni. Dagli Stati Uniti Barack Obama si dice ottimista ed il suo segretario di Stato, Hillary Clinton, è aperta a qualsiasi colloquio per non far fallire il congresso. Chi invece è arrivato a Copenaghen non si esprime negli stessi termini. Il Primo Ministro britannico, Gordon Brown, ha detto di essere quasi sicuro che i negoziati falliranno. Sarà difficile infatti trovare un compromesso nell’arco di 3 giorni che faccia avvicinare due parti così distanti come i Paesi ricchi e quelli poveri. A lui fa eco il presidente Australiano Kevin Rudd, tanto che, vista la cattiva aria che tirava, Al Gore ha tentato di salvare il salvabile, e ha chiesto un nuovo incontro nel prossimo luglio per sviluppare i punti ancora lasciati irrisolti in questo vertice. Angela Merkel invece si è detta “nervosa” in quanto spera di riuscire a trovare un accordo entro venerdì, ma lo vede molto difficile.
E mentre anche il Papa lancia un appello da Roma affinché si trovi un accordo che non distrugga la Terra, nella giornata di ieri si è parlato principalmente di questo, e cioè della salvezza delle foreste mondiali. Incalzato dal portabandiera della lotta alla deforestazione, il Principe Carlo d’Inghilterra, il dibattito si è concentrato non tanto sulle sanzioni per chi distrugge le foreste, quanto sui premi da assegnare a chi le foreste le protegge.
Infatti adesso siamo di fronte ad un paradosso per cui conviene di più abbattere le foreste e poi ripiantarle, che non lasciarle intatte. Oggi infatti si ottengono diversi vantaggi, prima di tutto sul famoso commercio dei crediti ad inquinare, ma anche economici, e perfino simbolici, visto che ci sono alcuni Paesi che sono stati premiati per aver ripiantato gli alberi tagliati, mentre altri che li hanno lasciati intatti non sono stati nemmeno presi in considerazione. E così è stato discusso un metodo per proteggere il mondo dalla deforestazione preventiva, e cioè va bene ripiantare gli alberi tagliati, ma è meglio non tagliarli affatto.
A questo appello hanno risposto immediatamente il presidente francese Sarkozy e quello indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, i quali hanno trovato l’accordo per tutelare la foresta tropicale del Paese asiatico, la quale comprende il 10% delle foreste di tutto il mondo. Il modo principale con cui si è deciso di combattere la deforestazione è combattere il taglio illegale degli alberi, quello effettuato senza controllo da dei veri e propri “predoni del legno”, che arrivano in sordina, tagliano gli alberi e scappano via. Dev’essere rafforzato questo controllo altrimenti gli sforzi politico-economici per evitare la deforestazione serviranno a ben poco.
11 dicembre 2009
Ultime notizie sul summit di copenhagen
Cliccate su questo link, notizie sul summit......si prospetta la solita corsa...
http://it.euronews.net/2009/12/09/copenhagen-il-divario-tra-ricchi-e-poveri-incrina-il-summit/
http://it.euronews.net/2009/12/09/copenhagen-il-divario-tra-ricchi-e-poveri-incrina-il-summit/
4 dicembre 2009
Aspettando Copenaghen
Questo è un articolo su quello che sarà il Summit di Copenaghen sull'ambiente che inizierà lunedì, speriamo si prendano decisioni vere e che si portino a termine.
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen/viterbo-green/viterbo-green.html
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen/viterbo-green/viterbo-green.html
30 novembre 2009
Matarile didattico (post ripetuto)
Copio di seguito il post di ottobre sul materiale didattico.
Spero di poter discutere quanto prima a lezione le modalità di verifica intermedia e finale che si terranno durante il corso.
Parte generale:
1) F. Hinterberger, F. Luks, M. Stewen, Economia Ecologia Politica, Edizioni Ambiente, Milano 1999
2) Dispense a cura del docente (nei prossimi giorni saranno definite le modalità di distribuzione).
Parte speciale (testi in file PDF, distribuzione a cura del docente):
1) C. Iandoli, A. Trincanato, Quadro generale dell'acquacoltura in Italia, API- ICRAM, 2007
2) M. Cozzolino, C. Iandoli, C. Raffaele, C. M. Travisi (a cura di), Sviluppo del bilancio ambientale nel settore dell'acquacoltura per tecnologie intensive, ICRAM - IREPA - FEEM, Franco Angeli, 2008
3) FAO, The State of World Fisheries and Acquaculture 2008, Rome, 2009 (in inglese; Part I e II, fino a pag 108)
4) M. Allsopp, P. Johnston, D. Santillo, Challenging the aquacolture industry on sustainability - technical review, Greenpeace Research Laboratories Technical Note 01/2008 (in inglese)In caso di impossibilità a frequentare le lezioni, i files potranno essere richiesti al docente, tramite e-mail, all'indirizzo edabpm@gmail.com
Spero di poter discutere quanto prima a lezione le modalità di verifica intermedia e finale che si terranno durante il corso.
Parte generale:
1) F. Hinterberger, F. Luks, M. Stewen, Economia Ecologia Politica, Edizioni Ambiente, Milano 1999
2) Dispense a cura del docente (nei prossimi giorni saranno definite le modalità di distribuzione).
Parte speciale (testi in file PDF, distribuzione a cura del docente):
1) C. Iandoli, A. Trincanato, Quadro generale dell'acquacoltura in Italia, API- ICRAM, 2007
2) M. Cozzolino, C. Iandoli, C. Raffaele, C. M. Travisi (a cura di), Sviluppo del bilancio ambientale nel settore dell'acquacoltura per tecnologie intensive, ICRAM - IREPA - FEEM, Franco Angeli, 2008
3) FAO, The State of World Fisheries and Acquaculture 2008, Rome, 2009 (in inglese; Part I e II, fino a pag 108)
4) M. Allsopp, P. Johnston, D. Santillo, Challenging the aquacolture industry on sustainability - technical review, Greenpeace Research Laboratories Technical Note 01/2008 (in inglese)In caso di impossibilità a frequentare le lezioni, i files potranno essere richiesti al docente, tramite e-mail, all'indirizzo edabpm@gmail.com
26 novembre 2009
Stati generali della pesca campana
Dal sito Legapesca:
A NAPOLI GLI STATI GENERALI DELLA PESCA e dell'ACQUACOLTURA CAMPANA.
Organizzati dalla Regione Campania per iniziativa dell’Assessore Agricoltura e Pesca, Nappi, si svolgeranno domani venerdì 27 novembre a Napoli (stazione Anton Dorhn), gli Stati generali della pesca e dell'Acquacoltura, occasione non solo per un bilancio dell’attività svolta ma anche per rilanciare emergenze e priorità dell’economia ittica campana (flotta di circa 1200 imbarcazioni, all’80% di piccola pesca costiera, per catture totali nel 2007 di oltre 14.000 tonnellate e ricavi di circa 83 milioni di euro).
Parteciperà il presidente nazionale di Lega Pesca, Ettore Ianì, che, alla vigilia dei lavori, esprime apprezzamento sia per l’iniziativa che per il fattivo coinvolgimento delle Associazioni nella fase preparatoria dell’Assemblea, in particolare all’interno dei cinque gruppi di lavoro costituiti per elaborare strategie e proposte sulle principali problematiche di settore (tonno rosso, pesca dei molluschi, mitilicoltura e maricoltura, pesca e problematiche sociali). E’ una scelta di grande qualità, dichiara Ianì, che ci auguriamo possa essere preludio di un rapporto duraturo di maggior dialogo tra Istituzioni e portatori di interessi.
L’impegno dimostrato dalla Regione Campania sui temi della pesca, costellato già di importanti risultati (tra cui promozione pescaturismo, stanziamenti aggiuntivi per il de minimis, impegno finanziario per la carta vocazionale per la maricoltura) lascia ben sperare per la soluzione dei complessi e delicati problemi ancora aperti, in un momento segnato da grandi trasformazioni, oltre che dalle pesanti ripercussioni di una generale crisi di redditività che si è abbattuta con particolare gravità sulla filiera ittica.
La Commissione europea ha imboccato una strada rigorista da cui non è possibile tornare indietro: il 2010 segnerà uno spartiacque per l’entrata in vigore dei regolamenti sulla pesca illegale e sui controlli, per il nuovo giro di vite sulle quote tonno, oltre che per la scadenza delle deroghe del Piano d’Azione Mediterraneo, non lasciando più spazio ad una fuori dal rispetto delle regole e dal più rigido controllo esercitato in tutte le fasi della filiera, dalla barca ai centri di conferimento autorizzati, ai mercati, alle tavole. All’orizzonte si profilano anche le previsioni di nuovi rialzi dei prezzi petroliferi, che, stando agli effetti devastanti dell’ultimo “caro gasolio”, le cui misure sono peraltro in ritardo, rischiano di innescare a dir poco una crisi letale per le sorti del settore.
Lega Pesca è pronta a ribadire che la priorità irrinunciabile rimane quella di riuscire ad incidere su quelle cause strutturali, come la sottocapitalizzazione, le ridotte dimensioni aziendali, l’impossibilità di incidere sui meccanismi di formazione del prezzo, che impediscono alle imprese di recuperare redditività e rimanere sul mercato
Anche la Regione Campania potrà contribuire a raggiungere questo obiettivo, soprattutto se l’impegno, la disponibilità e l’attenzione già dimostrate dall’Assessore Nappi potranno efficacemente concentrarsi su quelle che riteniamo le priorità strategiche dell’azione di governo del settore: una nuova legge regionale, che punti al rafforzamento dell’impresa mutando le azioni della normativa europea sugli aiuti di stato alle PMI di settore, e sostenuta con quota parte delle risorse del Fondo Unico Agricoltura e Pesca; un piano generale per la portualità peschereccia, che possa garantire l’accesso degli operatori ai fondi FEP senza penalizzazioni; semplificare le procedure per il rilascio delle concessioni demaniali per l’acquacoltura; mettere in atto tutte le iniziative di semplificazione necessarie per portare al decollo e garantire il pieno utilizzo dei fondi strutturali del FEP.
A NAPOLI GLI STATI GENERALI DELLA PESCA e dell'ACQUACOLTURA CAMPANA.
Organizzati dalla Regione Campania per iniziativa dell’Assessore Agricoltura e Pesca, Nappi, si svolgeranno domani venerdì 27 novembre a Napoli (stazione Anton Dorhn), gli Stati generali della pesca e dell'Acquacoltura, occasione non solo per un bilancio dell’attività svolta ma anche per rilanciare emergenze e priorità dell’economia ittica campana (flotta di circa 1200 imbarcazioni, all’80% di piccola pesca costiera, per catture totali nel 2007 di oltre 14.000 tonnellate e ricavi di circa 83 milioni di euro).
Parteciperà il presidente nazionale di Lega Pesca, Ettore Ianì, che, alla vigilia dei lavori, esprime apprezzamento sia per l’iniziativa che per il fattivo coinvolgimento delle Associazioni nella fase preparatoria dell’Assemblea, in particolare all’interno dei cinque gruppi di lavoro costituiti per elaborare strategie e proposte sulle principali problematiche di settore (tonno rosso, pesca dei molluschi, mitilicoltura e maricoltura, pesca e problematiche sociali). E’ una scelta di grande qualità, dichiara Ianì, che ci auguriamo possa essere preludio di un rapporto duraturo di maggior dialogo tra Istituzioni e portatori di interessi.
L’impegno dimostrato dalla Regione Campania sui temi della pesca, costellato già di importanti risultati (tra cui promozione pescaturismo, stanziamenti aggiuntivi per il de minimis, impegno finanziario per la carta vocazionale per la maricoltura) lascia ben sperare per la soluzione dei complessi e delicati problemi ancora aperti, in un momento segnato da grandi trasformazioni, oltre che dalle pesanti ripercussioni di una generale crisi di redditività che si è abbattuta con particolare gravità sulla filiera ittica.
La Commissione europea ha imboccato una strada rigorista da cui non è possibile tornare indietro: il 2010 segnerà uno spartiacque per l’entrata in vigore dei regolamenti sulla pesca illegale e sui controlli, per il nuovo giro di vite sulle quote tonno, oltre che per la scadenza delle deroghe del Piano d’Azione Mediterraneo, non lasciando più spazio ad una fuori dal rispetto delle regole e dal più rigido controllo esercitato in tutte le fasi della filiera, dalla barca ai centri di conferimento autorizzati, ai mercati, alle tavole. All’orizzonte si profilano anche le previsioni di nuovi rialzi dei prezzi petroliferi, che, stando agli effetti devastanti dell’ultimo “caro gasolio”, le cui misure sono peraltro in ritardo, rischiano di innescare a dir poco una crisi letale per le sorti del settore.
Lega Pesca è pronta a ribadire che la priorità irrinunciabile rimane quella di riuscire ad incidere su quelle cause strutturali, come la sottocapitalizzazione, le ridotte dimensioni aziendali, l’impossibilità di incidere sui meccanismi di formazione del prezzo, che impediscono alle imprese di recuperare redditività e rimanere sul mercato
Anche la Regione Campania potrà contribuire a raggiungere questo obiettivo, soprattutto se l’impegno, la disponibilità e l’attenzione già dimostrate dall’Assessore Nappi potranno efficacemente concentrarsi su quelle che riteniamo le priorità strategiche dell’azione di governo del settore: una nuova legge regionale, che punti al rafforzamento dell’impresa mutando le azioni della normativa europea sugli aiuti di stato alle PMI di settore, e sostenuta con quota parte delle risorse del Fondo Unico Agricoltura e Pesca; un piano generale per la portualità peschereccia, che possa garantire l’accesso degli operatori ai fondi FEP senza penalizzazioni; semplificare le procedure per il rilascio delle concessioni demaniali per l’acquacoltura; mettere in atto tutte le iniziative di semplificazione necessarie per portare al decollo e garantire il pieno utilizzo dei fondi strutturali del FEP.
Economia e globalizzazione
Cari studenti,
anche oggi il mondo ci offre un esempio (ahimè negativo) di come i destini economici di angoli diversi del mondo siano estremamente interconnessi e interdipendenti. La globalizzazione, come detto a lezione, è sovente di ostacolo ai tentativi di rendere sostenibile un progetto o un programma economico, in quanto variabile troppo imprevedibile e indipendente dal volere degli attori economici che quel progetto/programma attuano.
Vi invito, se non lo avete ancora fatto a leggere:
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/dubai-borse/dubai-borse/dubai-borse.html
Mi piacerebbe avere qui vostri commenti in merito, visto che il tempo a nostra disposizione in aula è estremamente ridotto.
AC
anche oggi il mondo ci offre un esempio (ahimè negativo) di come i destini economici di angoli diversi del mondo siano estremamente interconnessi e interdipendenti. La globalizzazione, come detto a lezione, è sovente di ostacolo ai tentativi di rendere sostenibile un progetto o un programma economico, in quanto variabile troppo imprevedibile e indipendente dal volere degli attori economici che quel progetto/programma attuano.
Vi invito, se non lo avete ancora fatto a leggere:
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/dubai-borse/dubai-borse/dubai-borse.html
Mi piacerebbe avere qui vostri commenti in merito, visto che il tempo a nostra disposizione in aula è estremamente ridotto.
AC
25 novembre 2009
Tempi duri per gli scienziati ambientali...
Vorrei attirare la vostra attenzione su quanto al giorno d'oggi sia sempre più difficile trovare un lavoro anche nel campo della ricerca ambientale. Non basta - oggi più che mai - essere buoni o ottimi biologi. Ci vuole qualcosa in più, e solo voi stessi potete "darvi" questo qualcosa...
La notizia, su tutti i quotidiani oggi, si commenta da sola:
"L'Ispra ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente..."
http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cronaca_locale/roma/2009/11/25/1097354-ricercatori_rischio_protesta_tetto.shtml
non smetterò mai di ripetervelo!
AC
La notizia, su tutti i quotidiani oggi, si commenta da sola:
"L'Ispra ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente..."
http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cronaca_locale/roma/2009/11/25/1097354-ricercatori_rischio_protesta_tetto.shtml
non smetterò mai di ripetervelo!
AC
23 novembre 2009
Riproduzione controllata di tonno rosso
Ragazzi vi segnalo questo link dove si trovano informazioni recenti sull'allevamento - intero ciclo produttivo- del tonno rosso, tale progetto è svolto in Puglia, in effetti si tratta di nuove scoperte scientifiche.
http://www.consorziolink.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=47
http://www.consorziolink.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=47
recupero lezione
salve,
oggi (23 novembre) sono venuto a fare lezione, ma mi hanno detto che l'attività didattica era sospesa causa "mancanza acqua"... mah!
la lezione andrà recuperata. chiederò a chi di dovere sulla disponbilità delle aule e poi mi confronterò con voi su quando recuperarla.
AC
oggi (23 novembre) sono venuto a fare lezione, ma mi hanno detto che l'attività didattica era sospesa causa "mancanza acqua"... mah!
la lezione andrà recuperata. chiederò a chi di dovere sulla disponbilità delle aule e poi mi confronterò con voi su quando recuperarla.
AC
21 novembre 2009
Per tutti i paesi occidentali.........
Non so se l'avete mai sentita questa canzone o meglio denuncia, comunque vi invito ad ascoltarla e a pensare seriamente alla condizione della povera gente, senza ipocrisia.
http://www.youtube.com/watch?v=LL_OcdgaiG8&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=LL_OcdgaiG8&feature=related
Seminario sulla Valutazione d'Impatto Ambientale
Comunicazione sulle attività didattiche:
vi ricordo che il giorno giovedì 10 dicembre (e non 11 come annunciato a lezione), ore 10,30 - 12,30 si terrà un seminario del arch. Ciro Pinelli su "Aspetti normativi e metodologici della Valutazione d'Impatto Ambientale".
Va da sè l'importanza della presenza di tutti voi per beneficiare del contributo del nostro ospite -specialista.
AC
vi ricordo che il giorno giovedì 10 dicembre (e non 11 come annunciato a lezione), ore 10,30 - 12,30 si terrà un seminario del arch. Ciro Pinelli su "Aspetti normativi e metodologici della Valutazione d'Impatto Ambientale".
Va da sè l'importanza della presenza di tutti voi per beneficiare del contributo del nostro ospite -specialista.
AC
18 novembre 2009
Dichiarazioni conclusive su summit FAO
Vi segnalo il link sulle dichiarazioni conclusive sul summit della FAO a Roma, a presto prenderò altre notizie per sentire le diverse campane su questo summit che a dire di Diouf è stato non proprio brillante senza i leader del mondo,segnalate anche voi qualsiasi notizia così le confrontiamo.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_18/fao_giornata_chiusura-1602025915166.shtml?fr=box_primopiano
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_18/fao_giornata_chiusura-1602025915166.shtml?fr=box_primopiano
16 novembre 2009
Ultime dal vertice FAO di Roma
In questo link troverete il resoconto della giornata di oggi a Roma sul Summit della FAO, condivido le parole dette da Diouf sul puntare gli investimenti verso le tecnologie per l'agricoltura e soprattutto farlo prima dell'inizio del raccolto, inoltre nasce anche in me il timore sulla privatizzazione di migliaia di ettari africani ad opera di società Occidentali, anche se è vero che c'è bisogno di capitale privato, il pericolo è quello di danneggiare - sfruttando solamente tali zone-anzichè apportare tecnologie e miglioramenti che possano portare ad un livello di autoindipendenza - che assicuri un camminare da soli di questi popoli,con tutti gli aiuti possibili- insomma Voi che ne pensate?
http://it.notizie.yahoo.com/4/20091116/tts-oittp-fao-onu-ca02f96.html
http://it.notizie.yahoo.com/4/20091116/tts-oittp-fao-onu-ca02f96.html
14 novembre 2009
FAO e Codice pesca responsabile
Vi segnalo il link della Fao su tale codice e vi invito a visitare il sito della FAO davvero molto interessantge,ammetto la mia ignoranza è la prima volta che lo visito e mi sto appasionando, ve lo consiglio.
http://www.fao.org/newsroom/it/news/2005/1000112/index.htmliglo,
http://www.fao.org/newsroom/it/news/2005/1000112/index.htmliglo,
11 novembre 2009
Ancora un'altra presa in giro!!
Riguardo al rapporto pubblicato sulla fame nei paesi sottosviluppati penso che: quello che si dice, ovvero indirizzare il rimedio sulla sensibilizzazione verso le donne, sia ancora una volta l'arroganza dei paesi occidentali di esportare la cosiddetta parità dei sessi che ancora da Noi (Italia) non c'è, allora se si vuole perder tempo e allungare a dismisura il problema siamo sulla buona strada,invece quello che veramente bisognerebbe fare è prendersi a cuore la situazione e per una volta non impegnarsi solo per sfruttare tali zone sia come risorsa che come comunicazionei.
Bisogna rendersi conto e accettare che la donna in questi posti è vista ancora come inferiore e messa da parte - è vero lei si occupa dei figli e del mangiare- quindi puntare sul capire chiaramente e mettere in conto quelle che sono le intenzioni e le ragioni dei guerriglieri - che da anni vengono riforniti dai paesi occidentali- e fare una politica dell'incontro e non tentare di stravolgere tutto come si fa nei pesi arabi - anche l'africa è mussulmana in maggior parte-insomma si parla da anni e anni di tali problemi, ma veramente nell'immediato si crede di far questo? Ovvero riuscire a far capire alle donne che il raffreddore è portato da un virus e non una ribellione degli antenati? Per ora risolviamo le guerre che ci sono all'interno, enon invadere tali zone come fa la Cina in vista di una nuova forma di sfruttamento. Aiutiamoli davvero
Bisogna rendersi conto e accettare che la donna in questi posti è vista ancora come inferiore e messa da parte - è vero lei si occupa dei figli e del mangiare- quindi puntare sul capire chiaramente e mettere in conto quelle che sono le intenzioni e le ragioni dei guerriglieri - che da anni vengono riforniti dai paesi occidentali- e fare una politica dell'incontro e non tentare di stravolgere tutto come si fa nei pesi arabi - anche l'africa è mussulmana in maggior parte-insomma si parla da anni e anni di tali problemi, ma veramente nell'immediato si crede di far questo? Ovvero riuscire a far capire alle donne che il raffreddore è portato da un virus e non una ribellione degli antenati? Per ora risolviamo le guerre che ci sono all'interno, enon invadere tali zone come fa la Cina in vista di una nuova forma di sfruttamento. Aiutiamoli davvero
FAO, ultimissime
In queste prime lezioni abbiamo fatto più volte cenno alla FAO e al sistema della Nazioni Unite in generale.
Dall'ultimo vertice FAO, questi gli aggiornamenti: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/indice-risposta-umanitaria/indice-globale-fame/indice-globale-fame.html
Dall'ultimo vertice FAO, questi gli aggiornamenti: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/indice-risposta-umanitaria/indice-globale-fame/indice-globale-fame.html
10 novembre 2009
Tonno rosso del mediterraneo
Segnalo questo link riferendomi al discorso sui tonni, questa volta si parla del tonno rosso del mediterraneoe di come si cerca di salvaguardarlo" E' possibile che tale proposta venga dal Principato di Monaco"? Che ne pensate?
http://blogeko.libero.it/2009/il-tonno-del-mediterraneo-rischia-lestinzione-proposto-il-divieto-di-commercio-internazionale/
http://blogeko.libero.it/2009/il-tonno-del-mediterraneo-rischia-lestinzione-proposto-il-divieto-di-commercio-internazionale/
9 novembre 2009
La domanda di prodotti "environmental friendly"
Nella conversazione del 9 novembre 09 abbiamo affontato il tema della "qualità totale" di un prodotto, come elemento distintivo e di posizionamento forte sul mercato. Per qualità totale intendiamo tutti gli aspetti legati alla sua produzione (e quindi non solo l'esteriorità, il cd packaging), impatti ambientali in primis.
Come ogni altro alimento, anche i prodotti della pesca sono stati interessati, negli ultimi anni, da un crescente interesse dei consumatori (domanda di mercato) verso prodotti che fossero attenti al rispetto della variabile ambiente. Un esempio è il tonno "dolphin safe", quello per la cattura del quale, almeno in teoria - perchè ci sono polemiche su questo, non sono stati uccisi delfini.
http://www.marevivo.it/attivita/attivita_21_03.php
Per capire quanto ciò sia un problema di economia reale, e quale impatto la sensibilità dei consumatori può avere su comunità e categorie di produttori, basti pensare all'embargo che gli USA posero nel 1990 all'importazione del tonno dal Messico e altri Stati confinanti, proprio a causa dell'utilizzo di tecniche che causavano morti massicce di delfini. Tale embargo ha inciso pesantemente - in termini negativi - sulle locali comunità di pescatori messicani.
http://journalism.berkeley.edu/projects/border/ensenada.html
Il problema di cercare di ridurre la mortalità di delfini durante la pesca del tonno "pinna gialla" è stato affrontato nel 1992 dal governo USA (articolo molto tecnico, per appassionati del genere!)
http://www.nap.edu/openbook.php?record_id=1983&page=R2
Come ogni altro alimento, anche i prodotti della pesca sono stati interessati, negli ultimi anni, da un crescente interesse dei consumatori (domanda di mercato) verso prodotti che fossero attenti al rispetto della variabile ambiente. Un esempio è il tonno "dolphin safe", quello per la cattura del quale, almeno in teoria - perchè ci sono polemiche su questo, non sono stati uccisi delfini.
http://www.marevivo.it/attivita/attivita_21_03.php
Per capire quanto ciò sia un problema di economia reale, e quale impatto la sensibilità dei consumatori può avere su comunità e categorie di produttori, basti pensare all'embargo che gli USA posero nel 1990 all'importazione del tonno dal Messico e altri Stati confinanti, proprio a causa dell'utilizzo di tecniche che causavano morti massicce di delfini. Tale embargo ha inciso pesantemente - in termini negativi - sulle locali comunità di pescatori messicani.
http://journalism.berkeley.edu/projects/border/ensenada.html
Il problema di cercare di ridurre la mortalità di delfini durante la pesca del tonno "pinna gialla" è stato affrontato nel 1992 dal governo USA (articolo molto tecnico, per appassionati del genere!)
http://www.nap.edu/openbook.php?record_id=1983&page=R2
5 novembre 2009
links di approfondimento
Di seguito vi segnalo dei link di approfondimento per alcuni degli argomenti cui si è fatto cenno nella lezione di mercoledi 4 novembre:
Porto Marghera:
http://www.feem-project.net/pandora/scheda.php?ids=34
Rincari gasolio - protesta pescatori:
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=759856&canale=ORA&articolo=GASOLIO:%20STOP%20ALLA%20PESCA,%20SCIOPERI%20IN%20TUTTA%20EUROPA%20CONTRO%20RIALZO%20PREZZI
Porto Marghera:
http://www.feem-project.net/pandora/scheda.php?ids=34
Rincari gasolio - protesta pescatori:
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=759856&canale=ORA&articolo=GASOLIO:%20STOP%20ALLA%20PESCA,%20SCIOPERI%20IN%20TUTTA%20EUROPA%20CONTRO%20RIALZO%20PREZZI
3 novembre 2009
video acquacoltura
Di seguito l'elenco e i link dei video che abbiamo visto /vedremo in aula e che documentano alcuni casi di evoluzione tecnica ed economica dell'acquacoltura nel mondo.
Emilia Romagna – Pescare è sempre più un’impresa
http://www.youtube.com/watch?v=IFbSV0G1Q1Q&feature=related
Israele:
http://www.youtube.com/watch?v=GxlJ489WxkU&feature=PlayList&p=24355A9B75224457&playnext=1&playnext_from=PL&index=50
Ohio University
http://www.youtube.com/watch?v=pXKQQG2JWqc
Canada – probemia dei sea lice (pidocchi di mare)
http://www.youtube.com/watch?v=OXxgXhpHTJg
Caraibi:
http://www.youtube.com/watch?v=wXiXDsXtHt4
Eliche a gabbie nei Caraibi:
http://www.youtube.com/watch?v=DCz1KNBI60I&feature=related
Allevamenti in Vermont:
http://www.youtube.com/watch?v=_BHrqPgnRlA&NR=1&feature=fvwp
Friuli Venezia Giulia:
http://www.youtube.com/watch?v=QZKz4ioCqqQ
Urban acquaculture – USA:
http://www.youtube.com/watch?v=ANpbBZu5ViE
Montagne europee:
http://www.youtube.com/watch?v=DFQUKQVwRXU
Oltre a vedere/rivedere questi, vi invito a cercare altri casi per aggiornare le vostre conoscenze (e approfittarne per allenare le vostre capacità di comprensione della lingua inglese)
AC
Emilia Romagna – Pescare è sempre più un’impresa
http://www.youtube.com/watch?v=IFbSV0G1Q1Q&feature=related
Israele:
http://www.youtube.com/watch?v=GxlJ489WxkU&feature=PlayList&p=24355A9B75224457&playnext=1&playnext_from=PL&index=50
Ohio University
http://www.youtube.com/watch?v=pXKQQG2JWqc
Canada – probemia dei sea lice (pidocchi di mare)
http://www.youtube.com/watch?v=OXxgXhpHTJg
Caraibi:
http://www.youtube.com/watch?v=wXiXDsXtHt4
Eliche a gabbie nei Caraibi:
http://www.youtube.com/watch?v=DCz1KNBI60I&feature=related
Allevamenti in Vermont:
http://www.youtube.com/watch?v=_BHrqPgnRlA&NR=1&feature=fvwp
Friuli Venezia Giulia:
http://www.youtube.com/watch?v=QZKz4ioCqqQ
Urban acquaculture – USA:
http://www.youtube.com/watch?v=ANpbBZu5ViE
Montagne europee:
http://www.youtube.com/watch?v=DFQUKQVwRXU
Oltre a vedere/rivedere questi, vi invito a cercare altri casi per aggiornare le vostre conoscenze (e approfittarne per allenare le vostre capacità di comprensione della lingua inglese)
AC
1 novembre 2009
Il governo e l'acquacoltura
Di seguito si riporta l'intervento ad Acquacoltura Med del sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, che evidenzia le strategie del governo sulle produzioni marine.
«UN PESCE SU DUE E’ IMPORTATO, SERVONO CONTROLLI MA NO AI DAZI, PERICOLOSI PER L’EXPORT ITALIANO» L’intervento Il viceministro annuncia anche la firma di un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria «per la modernizzazione del settore pesca e acquacoltura». Le linee guida dell’accordo «garantiscono il corretto pagamento delle risorse comunitarie e mirano alla programmazione territoriale sia sulla produzione che al censimento delle aziende di piscicoltura».Verona, 22 ottobre 2009. Il governo cerca di mettere un freno al pesce straniero. Perché, come dichiara nel corso di Acquacoltura Med il sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, «in Italia un pesce su due è importato dall’estero, bisogna cominciare a valorizzare la produzione ittica italiana, nei circuiti delle mense, delle caserme, degli ospedali».Nessuna imposizione di dazi e gabelle, «perché poi si corre il rischio che da altri Stati arrivino quelli che con una battuta possiamo definire “contro-dazi”, misure cioè che potrebbero minare l’export agroalimentare italiano, che ha raggiunto un valore complessivo di oltre 24 miliardi di euro e che costituisce un canale importantissimo per le aziende», osserva il sottosegretario Buonfiglio. La lotta al pangasio allevato in Vietnam e nel Sud-Est Asiatico e ad altre specie ittiche di importazione non passerà attraverso imposizioni daziarie alle frontiere. «Piuttosto – prosegue Buonfiglio – sarà necessario osservare paletti di sicurezza alimentare, che costituiscono una garanzia per i consumatori e che trovano una applicazione concreta nel decreto sulla tracciabilità e l’etichettatura varato lo scorso luglio».La settimana prossima, poi, proprio il Mipaaf siglerà con le associazioni di categoria «un protocollo d’intesa per la modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura».Il viceministro con delega proprio alla pesca anticipa – a margine del suo intervento a Veronafiere - le linee guida che caratterizzeranno l’accordo: «Puntiamo a creare un sistema integrato per la pesca e l’acquacoltura, per l’esatto pagamento delle risorse comunitarie e raggiungere una programmazione territoriale sia relativa alla produzione che al censimento delle aziende di piscicoltura». In questo quadro si inseriscono tutte le misure di regolamentazione dell’acquacoltura biologica, che per l’Italia risultano essere più stringenti rispetto ad altri Paesi comunitari. «Certo che ad un maggiore controllo, che si traduce anche in maggiori oneri per i produttori – specifica il sottosegretario - dovranno corrispondere vantaggi economici superiori per le aziende di acquacoltura».Altro punto fondamentale del protocollo d’intesa riguarda la gestione dei fondi. «D’accordo gestire a livello regionale le risorse – sostiene Buonfiglio – ma ritengo indispensabile una cabina di regia a livello centrale».
Verona, 23 / 10 / 2009
«UN PESCE SU DUE E’ IMPORTATO, SERVONO CONTROLLI MA NO AI DAZI, PERICOLOSI PER L’EXPORT ITALIANO» L’intervento Il viceministro annuncia anche la firma di un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria «per la modernizzazione del settore pesca e acquacoltura». Le linee guida dell’accordo «garantiscono il corretto pagamento delle risorse comunitarie e mirano alla programmazione territoriale sia sulla produzione che al censimento delle aziende di piscicoltura».Verona, 22 ottobre 2009. Il governo cerca di mettere un freno al pesce straniero. Perché, come dichiara nel corso di Acquacoltura Med il sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, «in Italia un pesce su due è importato dall’estero, bisogna cominciare a valorizzare la produzione ittica italiana, nei circuiti delle mense, delle caserme, degli ospedali».Nessuna imposizione di dazi e gabelle, «perché poi si corre il rischio che da altri Stati arrivino quelli che con una battuta possiamo definire “contro-dazi”, misure cioè che potrebbero minare l’export agroalimentare italiano, che ha raggiunto un valore complessivo di oltre 24 miliardi di euro e che costituisce un canale importantissimo per le aziende», osserva il sottosegretario Buonfiglio. La lotta al pangasio allevato in Vietnam e nel Sud-Est Asiatico e ad altre specie ittiche di importazione non passerà attraverso imposizioni daziarie alle frontiere. «Piuttosto – prosegue Buonfiglio – sarà necessario osservare paletti di sicurezza alimentare, che costituiscono una garanzia per i consumatori e che trovano una applicazione concreta nel decreto sulla tracciabilità e l’etichettatura varato lo scorso luglio».La settimana prossima, poi, proprio il Mipaaf siglerà con le associazioni di categoria «un protocollo d’intesa per la modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura».Il viceministro con delega proprio alla pesca anticipa – a margine del suo intervento a Veronafiere - le linee guida che caratterizzeranno l’accordo: «Puntiamo a creare un sistema integrato per la pesca e l’acquacoltura, per l’esatto pagamento delle risorse comunitarie e raggiungere una programmazione territoriale sia relativa alla produzione che al censimento delle aziende di piscicoltura». In questo quadro si inseriscono tutte le misure di regolamentazione dell’acquacoltura biologica, che per l’Italia risultano essere più stringenti rispetto ad altri Paesi comunitari. «Certo che ad un maggiore controllo, che si traduce anche in maggiori oneri per i produttori – specifica il sottosegretario - dovranno corrispondere vantaggi economici superiori per le aziende di acquacoltura».Altro punto fondamentale del protocollo d’intesa riguarda la gestione dei fondi. «D’accordo gestire a livello regionale le risorse – sostiene Buonfiglio – ma ritengo indispensabile una cabina di regia a livello centrale».
Verona, 23 / 10 / 2009
27 ottobre 2009
Materiale didattico per il Corso
Di seguito l'elenco dei testi relativi all'esame di Economia e diritto ambientale (A.A. 2009 - 2010):
Parte generale:
1) F. Hinterberger, F. Luks, M. Stewen, Economia Ecologia Politica, Edizioni Ambiente, Milano 1999
2) Dispense a cura del docente (nei prossimi giorni saranno definite le modalità di distribuzione).
Parte speciale (testi in file PDF, distribuzione a cura del docente):
1) C. Iandoli, A. Trincanato, Quadro generale dell'acquacoltura in Italia, API- ICRAM, 2007
2) M. Cozzolino, C. Iandoli, C. Raffaele, C. M. Travisi (a cura di), Sviluppo del bilancio ambientale nel settore dell'acquacoltura per tecnologie intensive, ICRAM - IREPA - FEEM, Franco Angeli, 2008
3) FAO, The State of World Fisheries and Acquaculture 2008, Rome, 2009 (in inglese; solo Part I e II - fino a pag 108)
4) M. Allsopp, P. Johnston, D. Santillo, Challenging the aquacolture industry on sustainability - technical review, Greenpeace Research Laboratories Technical Note 01/2008 (in inglese)
In caso di impossibilità a frequentare le lezioni, i files potranno essere richiesti al docente, tramite e-mail, all'indirizzo edabpm@gmail.com
Parte generale:
1) F. Hinterberger, F. Luks, M. Stewen, Economia Ecologia Politica, Edizioni Ambiente, Milano 1999
2) Dispense a cura del docente (nei prossimi giorni saranno definite le modalità di distribuzione).
Parte speciale (testi in file PDF, distribuzione a cura del docente):
1) C. Iandoli, A. Trincanato, Quadro generale dell'acquacoltura in Italia, API- ICRAM, 2007
2) M. Cozzolino, C. Iandoli, C. Raffaele, C. M. Travisi (a cura di), Sviluppo del bilancio ambientale nel settore dell'acquacoltura per tecnologie intensive, ICRAM - IREPA - FEEM, Franco Angeli, 2008
3) FAO, The State of World Fisheries and Acquaculture 2008, Rome, 2009 (in inglese; solo Part I e II - fino a pag 108)
4) M. Allsopp, P. Johnston, D. Santillo, Challenging the aquacolture industry on sustainability - technical review, Greenpeace Research Laboratories Technical Note 01/2008 (in inglese)
In caso di impossibilità a frequentare le lezioni, i files potranno essere richiesti al docente, tramite e-mail, all'indirizzo edabpm@gmail.com
23 ottobre 2009
Perchè questo blog
Questo blog, come le dispense da me elaborate, è scritto a beneficio degli studenti del Corso di laurea magistrale in Biologia della Produzioni Marine - Facoltà di Scienza MMFFNN dell’Università degli Studi di Napoli - Federico II.
La complessità e la distanza delle materie trattate in questo corso dal curriculum studiorum degli studenti mi ha difatti persuaso a elaborare una sintesi ragionata di ciò che ritengo siano i principi fondamentali delle scienze giuridiche ed economiche applicate all’ambiente, riferite al contesto delle produzioni marine.
Ovviamente esso è concepito come materiale di supporto all’attività didattica, la quale si basa sulla metodologia di informazione circolare, in cui il docente fornisce input ai discenti e riceve da loro feedback; questi ultimi, opportunamente elaborati, ritornano ai discenti e diventano essi stessi spunti di riflessione e contenuto stesso del corso, il cui livello "informativo e formativo" cresce quindi "a spirale".
Mentre mi occupo di elaborare le dispense e i contenuti del blog, cercandone di farne innanzitutto uno strumento operativo efficace, mi interrogo su quale dovesse essere il mio compito, docente di scienze inesatte, quali sono il diritto e l’economia, in una facoltà di studenti abituati a ragionare con regole certe e calcoli esatti.
Ho pertanto ritenuto che questo testo blog, come le dispense, dovesse perseguire alcuni obiettivi minimi. Su tale minimo, la volontà e la curiosità di ogni studente potrà costruire un suo proprio massimo, approfondendo gli argomenti affrontati e diventando a sua volta studioso ed esperto di queste nuove materie (il diritto e l’economia dell’ambiente) e di questi nuovi campi applicativi (le produzioni marine) che sembrano destinate ad occupare sempre maggiore spazio nella quotidianità del nostro Pianeta.

Gli obiettivi minimi che, in aula come su queste pagine, ho inteso perseguire sono i seguenti:
- fornire agli studenti un vocabolario giuridico ed economico di massima, che permetta loro non solo di ragionare dei principi basilari su cui si struttura il corso, ma che li metta in grado – una volta specializzati - di interagire con un mondo esterno animato non solo dalle leggi naturali ma anche dalla “complessità antropica” fatta da interessi economici, attori istituzionali, regole, certificazioni, valutazioni, crisi locali e mercati internazionali;
- definire il quadro normativo per le produzioni marine nel panorama comunitario e nazionale;
- supportare gli studenti a ragionare sul concetto giuridico di ambiente e di bene pubblico, come su quelli di mercato e profitto, e consentire loro di acquisire una convinzione scientifica dalla necessità di un’economia del buon senso anche per le produzioni marine, a cui io sono pervenuto dopo 15 anni di teoria e pratica della sostenibilità;
- inquadrare la grande complessità di interessi e fattori che a livello globale come a quello locale, influenzano il mercato e il mondo delle produzioni marine;
- fornire un quadro d’insieme degli indirizzi strategici e normativi a livello internazionale, comunitario e nazionale, individuando altresì strumenti operativi predisposti per il supporto finanziario a queste attività, nonché gli attori istituzionali pubblici e privati di riferimento in questi settori;
- fornire un quadro economico sistematico delle produzioni marine a livello locale, nazionale, europeo e internazionale, individuando e ragionando insieme sulle eventuali emergenze, problematiche, soluzioni;
- analizzare casi studio per valutare la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle produzioni marine così come sono concepite, a livello locale e globale;
- stimolare negli studenti la curiosità necessaria per – come accennato – trasformare questi primi studi in un possibile successivo campo di specializzazione e quindi di lavoro;
- fornire riferimenti bibliografici e sitografici per permettere agli studenti di reperire informazioni utili e complete con maggiore facilità.
buon lavoro!
La complessità e la distanza delle materie trattate in questo corso dal curriculum studiorum degli studenti mi ha difatti persuaso a elaborare una sintesi ragionata di ciò che ritengo siano i principi fondamentali delle scienze giuridiche ed economiche applicate all’ambiente, riferite al contesto delle produzioni marine.
Ovviamente esso è concepito come materiale di supporto all’attività didattica, la quale si basa sulla metodologia di informazione circolare, in cui il docente fornisce input ai discenti e riceve da loro feedback; questi ultimi, opportunamente elaborati, ritornano ai discenti e diventano essi stessi spunti di riflessione e contenuto stesso del corso, il cui livello "informativo e formativo" cresce quindi "a spirale".
Mentre mi occupo di elaborare le dispense e i contenuti del blog, cercandone di farne innanzitutto uno strumento operativo efficace, mi interrogo su quale dovesse essere il mio compito, docente di scienze inesatte, quali sono il diritto e l’economia, in una facoltà di studenti abituati a ragionare con regole certe e calcoli esatti.
Ho pertanto ritenuto che questo testo blog, come le dispense, dovesse perseguire alcuni obiettivi minimi. Su tale minimo, la volontà e la curiosità di ogni studente potrà costruire un suo proprio massimo, approfondendo gli argomenti affrontati e diventando a sua volta studioso ed esperto di queste nuove materie (il diritto e l’economia dell’ambiente) e di questi nuovi campi applicativi (le produzioni marine) che sembrano destinate ad occupare sempre maggiore spazio nella quotidianità del nostro Pianeta.

Gli obiettivi minimi che, in aula come su queste pagine, ho inteso perseguire sono i seguenti:
- fornire agli studenti un vocabolario giuridico ed economico di massima, che permetta loro non solo di ragionare dei principi basilari su cui si struttura il corso, ma che li metta in grado – una volta specializzati - di interagire con un mondo esterno animato non solo dalle leggi naturali ma anche dalla “complessità antropica” fatta da interessi economici, attori istituzionali, regole, certificazioni, valutazioni, crisi locali e mercati internazionali;
- definire il quadro normativo per le produzioni marine nel panorama comunitario e nazionale;
- supportare gli studenti a ragionare sul concetto giuridico di ambiente e di bene pubblico, come su quelli di mercato e profitto, e consentire loro di acquisire una convinzione scientifica dalla necessità di un’economia del buon senso anche per le produzioni marine, a cui io sono pervenuto dopo 15 anni di teoria e pratica della sostenibilità;
- inquadrare la grande complessità di interessi e fattori che a livello globale come a quello locale, influenzano il mercato e il mondo delle produzioni marine;
- fornire un quadro d’insieme degli indirizzi strategici e normativi a livello internazionale, comunitario e nazionale, individuando altresì strumenti operativi predisposti per il supporto finanziario a queste attività, nonché gli attori istituzionali pubblici e privati di riferimento in questi settori;
- fornire un quadro economico sistematico delle produzioni marine a livello locale, nazionale, europeo e internazionale, individuando e ragionando insieme sulle eventuali emergenze, problematiche, soluzioni;
- analizzare casi studio per valutare la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle produzioni marine così come sono concepite, a livello locale e globale;
- stimolare negli studenti la curiosità necessaria per – come accennato – trasformare questi primi studi in un possibile successivo campo di specializzazione e quindi di lavoro;
- fornire riferimenti bibliografici e sitografici per permettere agli studenti di reperire informazioni utili e complete con maggiore facilità.
buon lavoro!
14 ottobre 2009
Acquacoltura sostenibile: pesce a kmzero
Un' interessante posizione del Presidente Nazionale Associazione Italiana Pescicoltura su pesce a chilometri zero e catering sociale, al Link: http://www.acquacoltura.info/news.asp?id=4057
Acquacoltura Med 2009
Buongiorno,
inauguriamo questo blog con un'utile notizia: si ricorda agli studenti - che di certo già ne saranno al corrente - che il 22 e 23 ottobre 2009 alla Fiera di Verona si terrà "Acquacoltura Med 2009 - expoconference mediterranea sull'acquacoltura sostenibile e il prodotto ittico"
E' una trasferta fortemente consigliata (iscrizione gratutita per studenti universitari)
Per programma e altre info:
http://194.177.100.51/acquacoltura/home.asp
inauguriamo questo blog con un'utile notizia: si ricorda agli studenti - che di certo già ne saranno al corrente - che il 22 e 23 ottobre 2009 alla Fiera di Verona si terrà "Acquacoltura Med 2009 - expoconference mediterranea sull'acquacoltura sostenibile e il prodotto ittico"
E' una trasferta fortemente consigliata (iscrizione gratutita per studenti universitari)
Per programma e altre info:
http://194.177.100.51/acquacoltura/home.asp
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